I MATERIALI PER IL CONFEZIONAMENTO: UN PO’ DI CHIAREZZA

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polipropilene
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La scelta del packaging è uno dei momenti decisivi quando giunge il momento di lanciare un prodotto sul mercato. La confezione infatti non solo deve essere esteticamente accattivate e attirare l’attenzione dei potenziali clienti, ma deve anche proteggere il contenuto, e garantirne la conservazione nel tempo.
Scegliere il materiale adatto però puo’ rivelarsi complicato. A meno di non essere esperti del settore o periti chimici è facile perdersi tra tutte quelle sigle e opzioni disponibili. Oggi quindi vogliamo fare un po’ di chiarezza su quali sono i materiali più utilizzati nel packaging e le combinazioni consigliate in base al prodotto da confezionare.
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  1. PET-BOPP

Rispettivamente Polietilene Teraftalato e Polipropilene Bi-orientato, sono materiali plastici, utilizzati per lo strato più esterno delle buste di plastica, quindi dove viene effettuata la stampa.Il primo è richiesto per la finitura lucida e il secondo per buste opache. Bi-orientato significa che il film è stato stirato in due direzioni in fase di produzione, conferendogli quindi maggiore resistenza, teraftalato significa che è stata aggiunta una speciale resina per rendere il PE più resistente.
Entrambi garantiscono ottima resistenza alla tensione e alle sollecitazioni esterne, oltre a fornire una prima barriera contro acqua e luce.
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  1. AL – MET PET

Buste in alluminio

Rispettivamente Alluminio e Pet Metallizzato, sono appunto gli strati di alluminio. Con il primo si indica alluminio puro, con met pet uno strato di Pet a cui è stato aggiunto uno strato di alluminio. Garantiscono totale barriera alla luce, all’ossigeno e a tutti gli agenti esterni, oltre che maggiore resistenza e solidità alla busta stessa. Oltre a proteggere dalla luce garantisce maggiore impermeabilità alla busta, nel caso il prodotto contenuto fosse di tipo oleso.
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  1. PE

polietilene

polietilene

E’ il polietilene, ossia la plastica più semplice e più comune, per intenderci quella dei sacchetti per la spesa o dei i rotoli per avvolgere gli alimenti. Di solito costituisce lo strato più interno delle confezioni, quello che viene a contatto con il contenuto, pertanto è sempre necessario che sia certificato per il contatto con gli alimenti. E’ un materiale molto stabile chimicamente e dalle ottime proprietà isolanti, ideale quindi per contenere alimenti. E’ possibile modificarne lo spessore in base al peso del contenuto

Quali materiali per quali alimenti?
La scelta del materiale adatto va fatta caso per caso in base alle specifiche esigenze del prodotto, tuttavia si possono seguire delle regole generali.
Per il caffè per esempio è sempre raccomandato l’utilizzo di buste con alluminio, che sia in grani o macinato, essendo un prodotto molto delicato e sensibile alla luce. Stesso discorso vale per il e per le spezie, ma anche per il cioccolato in polvere e prodotti dolciari di vario tipo. L’alluminio è raccomandato anche per i superfood, come le bacche di goji e alghe, gli integratori, il pet food. In genere per i prodotti freschi e più delicati, e anche per prodotti oleosi, è consigliato l’utilizzo della barriera alluminio.
Discorso diverso invece per i prodotti secchi e che non hanno problemi con la luce, dove è sufficiente per esempio un accoppiato Pet/Pe. Rientrano in questa categoria la pasta, i biscotti, la frutta secca in genere, crackers, erbe officinali, le esche artificiali, cerali, sementi.

I consumatori di oggi sono sempre più sottoposti ad un costante flusso di informazioni, messaggi pubblicitari e questioni sociali sia online che nella vita di tutti i giorni, che reclamano la loro attenzione. Far risaltare il proprio packaging, e così il proprio brand, è una sfida sempre più complessa. Tuttavia, con una comunicazione strutturata su tutti i livelli e un branding efficace e deciso, la possibilità di far comunicare il packaging con gli smartphone, e la crescente importanza del packaging per raggiungere nuove fette di mercato, vedi ecommerce, è possibile amplificare il proprio impatto sui consumatori. Noi di Swisspac abbiamo analizzato i trend emergenti nel 2017 e per gli anni a venire, sia attraverso i nostri clienti che con studi di settore sui consumatori. La nostra speranza è che questi possano ispirare nuove idee ed intuizioni da mettere in pratica nel medio-lungo periodo.

  • LA (RI)UNIONE DELLA STRUTTURA DEL PACKAGING CON IL BRAND

La funzione del packaging è ancora quella di differenziarsi e farsi notare sugli scaffali, ma il formato stesso scelto, sia esso una busta doypack bottiglie succorichiudibile  , un barattolo o un tubetto, devono supportare l’identità di marca, dare al consumatore un motivo in più scegliere un prodotto anzichè un altro. Un  esempio sono le buste con beccuccio , che hanno permesso alle marche di detersivi o saponi che ne fanno uso di differenziarsi dai classici ingombranti contenitori rigidi, con un pack più accattivate oltre che funzionale. Ciò permette di comunicare un brand attento alle innovazioni e al design, e al beneficio dei propri clienti, cosa sempre più apprezzata dai consumatori.  Per dirla in modo semplice: un buon packaging protegge un prodotto. Un grande packaging protegge un brand.

 

  • L’E-COMMERCE E IL RUOLO DEL PACKAGING ONLINE

carrello spesa packaging

Anche se i consumatori hanno già abbracciato lo shopping online praticamente per qualsiasi tipologia di prodotto, sembra che molte aziende debbano ancora capire l’importanza e il ruolo del packaging quando un prodotto viene spedito anzichè acquistato in negozio.

Le implicazioni di sul packaging sono ancora tutte da esplorare, ma si possono già fare delle considerazioni. Visto che la merce verrà spedita è utile che il pack sia resistente e meno ingombrante possibile. Anche se la sua funzione non è più attirare l’attenzione sugli scaffali, la confezione deve comunque sapere integrare l’esperienza d’acquisto ed essere funzionale e piacevole, ancora meglio se personalizzata in base ai dati forniti dall’utente, come il nome dello stesso.Un fattore sempre più apprezzato è inoltre la possibilità di poter riutilizzare l’imballo, sia esso una scatola o una busta flessibile , specie se in maniera creativa e suggerita dalla marca stessa.

 

  • IL PACKAGING DIVENTA SMART, ATTIVO E INTELLIGENTE

Salta agli occhi quindi la combinazione delle due cose, tra le quali si inserisce il packaging come strumento attivo, o smart che dir si voglia, a far da intermediario. QR code, materiali biochimici che cambiano colore in base alla freschezza del contenuto, smart labels ricche di informazioni; sono tutti strumenti a disposizione dei brand per intrattenere, agganciare, educare il consumatore di oggi. smart label packagingIntegrare ciò in maniera coerente ed estetica puo’ rappresentare una sfida, ma i benefici per il consumatore sono ciò che farà la differenza nel lungo termine. Gli smartphone e la tecnologia sono sempre con noi e sono parte integrante di ogni attività quotidiana, e lo saranno sempre più anche nell’esperienza d’acquisto. I consumatori richiedono sempre maggiore trasparenza e informazioni chiare sulla provenienza del prodotto, possibilità di riciclaggio del pack, affidabilità del produttore.

 

  • VERSO UN PACKAGING ECOSOSTENIBILE

La crescente sensibilità verso temi ambientali come il riscaldamento globale e il riciclo rendono i consumatori sempre più attenti buste biodegradabiliall’ecosostenibilità della confezione. E’ questo un tema destinato ad avere sempre maggiore rilievo nell’agenda degli acquirenti, quindi trovare una soluzione è ormai d’obbligo. Oltre ad essere positivo per l’ambiente infatti, puo’ garantire nuove fette di mercato. Esistono già soluzioni come buste biodegradabili , realizzate con speciali additivi, anche se non sono ancora adatte agli alimenti più delicati. E’ auspicabile allora che le plastiche utilizzate siano almeno riciclabili, o i materiali utilizzati provenienti da fonti rinnovabili.

L’idea forse più originale puo’ essere però quella di disegnare il packaging con in mente già il suo riutilizzo, in modo da ridurre i rifiuti e stimolare la cosidetta economia circolare. Anche gli imballaggi flessibili sono in grado di ridurre sensibilmente le emissioni nella filiera di produzione.

Quale che sia la soluzione adottata crediamo sia importante non restare indietro nella corsa all’ecosostenibile, senza dimenticare che andrà a beneficio di tutti, non solo delle vendite.

5 Motivi per i quali le buste con beccuccio sono LA soluzione per il tuo cosmetico o detersivo

Passeggiando tra gli scaffali dei supermercati nel reparto dedicato a saponi e detersivi, avrete sicuramente notato l’abbondare di un nuovo particolare tipo di confezioni, delle particolari buste con un fondo ovale, un beccuccio su un angolo, e una maniglia sul lato opposto.

Ebbene, questa non è solo una moda passeggiera o l’ultima trovata dei responsabili marketing, le buste con beccuccio  rispondono infatti a delle esigenze economiche e pratiche ben precise e a un nuovo, che forse è giunto il momento di prendere in considerazione.

In qualità di produttori ed esperti del settore vogliamo illustrarvi brevemente i vantaggi di questa nuova applicazione degli imballaggi flessibili.

1 –  Mantengono tutti i vantaggi dei barattoli rigidi…

Innanzitutto è utile chiarire che in termini di qualità queste buste non hanno niente da invidiare al packaging classico.
Sono realizzate in resistente triplice accoppiato, in grando di garantire la stessa barriera e resistenza. Il fondo piano ovale fa in modo che la busta resti in piedi sugli scaffali, non perdendo niente in termini di visibilità. Da un punto di vista pratico poi, il beccuccio e la maniglia completano il quadro.

2 – ..Ma sono più convenienti

Ci sono due motivi principali che rendono le buste più economiche dei barattoli: il primo è la minore quantità di materiale necessario per la realizzazione. Il secondo è il minor ingombro in fase di trasporto. Da vuote infatti queste buste occupano ben il 97% di spazio in meno rispetto al packging rigido, che pieno o vuoto ha sempre lo stesso ingombro.

3 – Sono più pratiche per il consumatore finale

Gli stessi vantaggi si applicano anche a chi poi la busta per liquidi la dovrà effettivamente utilizzare, cioè il cliente finale. In particolare il minor ingombro e la flessibilità sono vantaggi anche in casa, e il ridottissimo spazio occupato dall’imballaggio vuoto è comodo anche per lo smaltimento nella plastica.
Il minore costo della busta inoltre si rifletterà su un minor costo finale per l’acquirente.

4 – Sono al passo con i tempi

Il packaging è di primaria importanza per l’immagine di un’azienda, ed è un mondo in continua evoluzione che riflette tendenze più ampie. Le buste con beccuccio offrono una soluzione che risponde alla sempre maggior attenzione verso prodotti eco-friendly, pratici e poco ingombranti,  dal design fresco che rompe con il passato

5 – Sono eco-friendly

L’attenzione verso l’ambiente è un tema sempre più caldo, e il packaging è uno dei principali oggetti di discussione, trovare risposte alle nuove richieste dei consumatori e degli organi governativi è sempre più un imperativo.
Le buste con beccuccio utilizzano circa il 70% di plastica in meno rispetto a un contenitore rigido di eguale capacità, ed occupano il 97% di spazio in meno in fase di trasporto e di smaltimento. C’è ancora molta strada da fare in questo senso, ma sicuramente è un buon inizio.

 

becco macchina

Pur essendo già tra i leader riconosciuti nel mercato degli imballaggi flessibili, Swisspac non si adagia certo sugli allori, e la ricerca per il miglioramento della qualità de propri prodotti e della capacità produttiva non si ferma mai.

In quest’ottica avviene l’acquisto di quella che è ritenuta la migliore macchina automatica al mondo per la trasformazione e sigillatura delle buste con beccuccio.

La risposta ad un mercato in fermento

Questo particolare tipo di packaging si sta diffondendo rapidamente sugli scaffali dei supermercati di tutto il mondo, il che non sorprende visto il notevole vantaggio pratico ed economico offerto rispetto alle tradizionali bottiglie in plastica. Queste confezioni sono estremamente versatili, essendo adatte sia a prodotti alimentari come succhi o miele, sia a prodotti cosmetici, come refill per shampoo e creme, sia a prodotti granulari come sale o zucchero.

Tecnologia all’avanguardia

Tenendo a mente le esigenze dei nostri clienti abbiamo quindi puntato al meglio della tecnologia disponibile in questo momento, la macchina Totani St-30, realizzata in Giappone.

Di seguito alcune caratteristiche tecniche per farvi meglio apprezzare ciò di cui stiamo parlando:

  • Velocità massima di 150 beccucci/minuto, cioè 200.000 buste al giorno
  • Funzione di pre-riscaldamento del beccuccio per stabilizzare e migliorare la sigillatura
  • Dimensioni minime della busta 80x140mm, dimensioni massime 300x380mm
  • Angolo di inserimento del beccuccio da 20 a 90 gradi
  • misurazione sacchetto becco

  • Controllo laser del posizionamento del beccuccio, per posizionamento accurato del beccuccio
  • Rilevazione difetti al laser su ogni singola busta con image-processing
  • Tempi di set-up ridotti
  • Controllo energetico per minori consumi e costi di produzione
  • Per maggiori informazioni sulle nostre buste con beccuccio o per ricevere dei campioni non esitare a scriverci a info@swisspac.it

    Confezionatrice Automatica Automatic packaging machine for Doypack GA 160R

    Una volta acquistate le buste il passo successivo è quello del riempimento delle stesse con il prodotto da confezionare.

    Sia esso alimentare o meno, solido o liquido, è questo un processo molto importante e delicato del più ampio processo del confezionamento. Ci sono numerosissime tipologie di macchine imbustatrici, dalle più economiche alle più dispendiose automatiche,

    Quali sono i fattori da tenere a mente nella scelta?

    Ci sono diverse variabili in gioco da considerare per la scelta più adatta, qui abbiamo elencato quelle più importanti secondo la nostra esperienza e quella dei nostri clienti:

    • Automazione: ci sono macchine di ogni livello, dalle più semplici semiautomatiche, a quelle del tutto robotizzate.
    • Velocità: è questo un fattore chiave nella scelta se si vuole sostenere un certo livello di produttività
    • Semplicità d’impiego: in particolare per quanto riguarda l’inserimento del prodotto e delle confezioni, è importante che la macchina sia costruita in modo che queste azioni non portino via troppo tempo
    • Controllo: più sono le variabili che si possono regolare meglio è. Utile se non fondamentale lo schermo touch screen
    • Qualità costruttiva e pulizia: una riempitrice è un investimento nel tempo, e pertanto deve essere costruita in modo da poter durare, meglio se in acciaio inox e, da non sottovalutare, da poter essere agilmente pulita per limitarne l’usura
    • Azienda produttrice: queste macchine sono strumenti molto complessi, meglio affidarsi a costruttori riconosciuti e con anni di esperienza. Non serve andare molto lontano, in questo settore l’Italia è tra i primi produttori al mondo sia per quantità che per qualità
    • Budget: ultimo fattore, certo non per importanza. Anche qui vale il detto chi più spende meno spende. Come detto sopra, questo tipo di macchine sono un vero e proprio investimento per la propria azienda ed hanno un ruolo fondamentale per la produttività della stessa, pertanto è meglio non lesinare troppo sul prezzo ma tenere bene a mente tutti i fattori qui elencati, cercando di fare una scelta più ponderata possibile.