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IL PACKAGING DIVENTA SMART, ATTIVO E INTELLIGENTE

La funzione del packaging è ancora quella di differenziarsi e farsi notare sugli scaffali, ma il formato stesso scelto, sia esso una busta doypack richiudibile  , un barattolo o un tubetto, devono supportare l’identità di marca, dare al consumatore un motivo in più scegliere un prodotto anzichè un altro. Un  esempio sono le buste con beccuccio , che hanno permesso alle marche di detersivi o saponi che ne fanno uso di differenziarsi dai classici ingombranti contenitori rigidi, con un pack più accattivate oltre che funzionale. Ciò permette di comunicare un brand attento alle innovazioni e al design, e al beneficio dei propri clienti, cosa sempre più apprezzata dai consumatori.  Per dirla in modo semplice: un buon packaging protegge un prodotto. Un grande packaging protegge un brand.

Un packaging attivo

Salta agli occhi quindi la combinazione delle due cose, tra le quali si inserisce il packaging come strumento attivo, o smart che dir si voglia, a far da intermediario. QR code, materiali biochimici che cambiano colore in base alla freschezza del contenuto, smart labels ricche di informazioni; sono tutti strumenti a disposizione dei brand per intrattenere, agganciare, educare il consumatore di oggi. Integrare ciò in maniera coerente ed estetica puo’ rappresentare una sfida, ma i benefici per il consumatore sono ciò che farà la differenza nel lungo termine. Gli smartphone e la tecnologia sono sempre con noi e sono parte integrante di ogni attività quotidiana, e lo saranno sempre più anche nell’esperienza d’acquisto. I consumatori richiedono sempre maggiore trasparenza e informazioni chiare sulla provenienza del prodotto, possibilità di riciclaggio del pack, affidabilità del produttore.

L’e-commerce e il ruolo del packaging online

Anche se i consumatori hanno già abbracciato lo shopping online praticamente per qualsiasi tipologia di prodotto, sembra che molte aziende debbano ancora capire l’importanza e il ruolo del packaging quando un prodotto viene spedito anzichè acquistato in negozio.

Le implicazioni di sul packaging sono ancora tutte da esplorare, ma si possono già fare delle considerazioni. Visto che la merce verrà spedita è utile che il pack sia resistente e meno ingombrante possibile. Anche se la sua funzione non è più attirare l’attenzione sugli scaffali, la confezione deve comunque sapere integrare l’esperienza d’acquisto ed essere funzionale e piacevole, ancora meglio se personalizzata in base ai dati forniti dall’utente, come il nome dello stesso.Un fattore sempre più apprezzato è inoltre la possibilità di poter riutilizzare l’imballo, sia esso una scatola o una busta flessibile , specie se in maniera creativa e suggerita dalla marca stessa.

Come spedire alimenti e scegliere il miglior packaging salva freschezza

La crisi del Coronavirus ha portato con sè una serie di conseguenze nella modalità di acquisto dei consumatori, alcune prevedibili e altre meno. Una di queste è stata una digitalizzazione forzata e accelerata di attività che prima erano quasi esclusivamente offline, come per esempio fare la spesa.
Questo ha a sua volta costretto i venditori a rivedere le modalità di vendita e consegna del prodotto, dovendo ora gli spedire alimenti, che arriveranno attraverso un corriere al cliente, senza che questi debba muoversi da casa.Nonostante ciò presenti alcune complicazioni, questa nuova normalità apre nuovi orizzonit, in primis la possibilità di raggiungere un pubblico più vasto ed esteso a tutto il territorio nazionale e non solo.
Ci sono però alcune cose da tenere conto, in particolare se bisogna spedire cibo e alimenti, prodotti deperibili e che devono rispettare certe norme igieniche. Vediamo i tre punti più importanti di cui bisogna tenere conto per spedire cibo e prodotti alimentari:
1- Alimenti diversi richiedono diverse modalità di spedizione
Quando si vuole spedire alimenti, bisogno innanzitutto tenere conto delle specificità del nostro prodotto. I generi alimentari comprendono infatti un’ampia varietà di prodotti, per esempio cibi freschi, alimenti liquidi, cibi congelati e così via, ciascuno con le proprie caratteristiche ed esigenze diverse. I prodotti freschi e congelati per esempio devono essere mantenuti nella catena del freddo, e hanno quindi bisogno di un trasporto delicato per evitarne la deteriorazione. E’ consigliabile inoltre fare ricorso al sottovuoto.
Spedire alimenti liquidi, come vini od olii d’oliva, richiede particolare attenzione e un’imballaggio che protegga adeguatamente i contenitori in vetro, quindi via di scatole e pluriball.
Più semplici sono gli alimenti non deperebili, come erbe e spezie, pasta o frutta secca. Anche questi però è consigliabile confezionarli in buste in triplice accoppiato ad alta barriera, per garantire protezione da luce e umidità.
2- Come spedire alimenti all’estero
Nel mondo globalizzato di oggi non si puo’ pensare di avere un ecommerce di prodotti alimentari e non vendere all’estero, sopratutto trattandosi di prodotti Made in Italy, sempre molto richiesti oltre i nostri confini.
Prima di spedire però è bene controllare le norme specifiche di ogni paese in merito all’importazione di prodotti alimentari, spesso soggetta a dazi doganali specifici o anche veri e propri divieti per certi alimenti.
Bisogna anche controllare se ci sono regole particolari in merito al tipo di imballaggio richiesto per certi prodotti, soprattutto se si tratta di prodotti freschi o in vetro. In genere meglio stare abbondanti e non lesinare sulla sicurezza.
3- Scegliere il packaging 
Una spedizione normale è sempre composta da almeno due imballaggi: l’imballaggio primario e l’imballaggio secondario. Il primario è quello che va a contatto diretto con il cibo, e che ha il compito di garantire l’effetto barriera, in particolare contro luce ed umidità. Noi consigliamo l’utilizzo di confezioni in triplice accoppiati di plastica e alluminio, in grado di garantire la migliore conservazione nel tempo, anche quando lo stoccaggio non avviene in ambiente ottimale, per un prodotto sempre fresco
L’imballaggio secondario è invece l’involucro esterno, che puo’ essere una busta tipo corriere o una scatola. Per prodotti delicati come vini e olii una scatola rigida e resistente è una scelta obbligata, mentre per cibi come frutta secca o caffè, una busta per spedizioni in polietilene, di quelle comunemente usate dai corriere, è la soluzione migliore da un punto di vista pratico, economico e ambientale.

Cocktail da asporto: Istruzioni per l’uso

Cocktail da asporto: Istruzioni per l’uso
La crisi del coronavirus ha colpito praticamente ogni settore, costringendo molte aziende a ripensare e adattare la propria attività alla nuova realtà.
Da questo cambiamento non sono stati esclusi bar e ristoranti, la cui risposta è stata portare il proprio prodotto a casa dei clienti, sia cibo che bevande. Proprio per queste ultime, in particolare i cocktail, è nata una vera e propria moda, quella dei cocktail in busta. Un modo originale e pratico per dare la possibilità alla gente di godersi un buon drink in casa senza doversi improvvisare baristi, al quale sempre più bar stanno facendo ricorso con crescente successo.

Noi di Swisspac ci siamo trovati coinvolti in questa nuova corsa ai cocktail da asporto proprio grazie ai baristi, che ci hanno letteralmente sommerso di richieste, trovandoci per fortuna preparati con diverse soluzioni.
Com’è comprensibile, costretti ad avere a che fare con un prodotto totalmente nuovo e un settore in apparenza lontano, i proprietari dei coktail bar hanno sempre molti dubbi su come affrontare questa nuova sfida. Per questo qui di seguito vogliamo rispondere ai dubbi più frequenti sulle buste per cocktail take away.

– Cocktail take away: busta o contenitore rigido?
La prima scelta da fare quando si cerca un contenitore per cocktail da asporto è il tipo di packaging, dettaglio di fondamentale importanza. Le strade sono due: o rigido o flessibile. Entrambe sono scelte valide, dipende dalle proprie esigenze. Un contenitore rigido, soprattutto se in vetro, puo’ offrire una presentazione più raffinata ed elegante, il valore aggiunto sta quindi sopratutto nell’estetica. A livello di prezzo infatti è decisamente più caro di una busta, sia il materiale in sè che a livello di trasporto.

Le buste per cocktail, pur essendo più modeste a livello estetico, risultano indubbiamente più pratiche e facili da maneggiare, non correndo rischi di infrangersi in mille pezzi. Sono inoltre più leggere e molto, molto meno ingombranti (fino a 7 volte). Questo le rende anche più economiche del loro corrispondente in vetro, oltre che più eco friendly. Per un migliaio di buste vuote basta infatti una sola scatola, mentre per 1000 bottiglie ne servono almeno 7 volte tanto. Insomma, se il l’immagine e l’estetica sono tutto, andare sul vetro, se praticità, prezzo e sostanibilità sono più importanti, meglio una busta per i vostri cocktail.

– Dalla teoria alla pratica: riempimento e distribuzione
Hai comprato le tue confezioni per cocktail, tutti gli ingredienti sono pronti, sei pronto con tutto il tuo entusiasmo a far sentire i tuoi clienti come in una serata dei bei vecchi tempi.. e adesso?
Innanzitutto devi occuparti della preparazione e confezionamento dei cocktail. La preparazione va fatta come sempre, solamente che invece di versare il drink in un bicchiere con ghiaccio, lo dovrai mettere nelle buste per cocktail. Questo procedimento è semplice e manuale, ti basterà infatti un normale imbuto. Se il sacchetto per cocktail ha il beccuccio centrale, ti basterà chiudere il tappo fino allo scatto di sicurezza, mentre se è ad angolo avrai bisogno di una sigillatri per saldare il lato aperto.

La distribuzione puo’ essere fatta direttamente dai dipendenti, ma se sei in città vale la pena appoggiarsi a servizi come Glovo o Ubereats.
I tuoi clienti non dovranno fare altro che svitare il tappo, versare il delizioso contenuto in un bicchiere con ghiaccio, e godersi il loro momento di relax

– E a livello legale?

Di norma la licenza di un bar è già compatibile con la vendita take away o la consegna a domicilio, ma è comunque consigliabile fare una veloce verifica con il Suap del proprio comune. E’ bene anche fare segnalazione all’agenzie delle entrate della nuova attività, inoltrando la SCIA e i codici ATECO, per non incorrere in eventuali problemi o contestazioni poi. Le vostre nuove buste per cocktail poi vanno aggiunte al vostro manuale Haccp.
Un dettaglio importante da tenere in considerazione, è che non si possono stoccare i cocktail pronti, altrimenti ne andrebbe fatta segnalazione all’Agenzie delle dogane con 60gg di anticipo. Ma ciò non dovrebbe essere un problema, niente di meglio di un prodotto fresco preparato sul momento!
E’ opportuno anche applicare un’etichetta ai vostri cocktail da asporto, con indicati ingredienti, data di produzione, allergeni e gradazione alcolica.

Insomma, come abbiamo visto i cocktail in busta richiedono una certa preparazione, ma niente che una persona che già sa cosa voglia dire gestire un’attività in proprio non possa affrontare con un po’ di organizzazione. Questa crisi, come tutte le altre, ci ha messo di fronte a nuova sfide, che però significa anche nuove opportunità, nuovi stimoli, occasioni di crescita e innovazione.
Vista la portata del cambiamento in atto, molte nuove abitudini resteranno, per esempio sarà più frequente passare la serata in casa con i propri amici o la propria coppia invece di uscire in un luogo pubblico e affollato. Occorre quindi iniziare a ripensare il proprio modello di business per tempo. Noi siamo qui per dare il nostro piccolo contributo.

Puoi richiedere più info e un campione gratuito delle nostre buste per cocktail scrivendoci a info@swisspac.it o chiamandoci al +393467301096.

Il confezionamento di disinfettante mani: i nostri consigli

Il confezionamento di disinfettante mani: i nostri consigli
Una delle tante conseguenze inaspettate che ha portato con sè questo periodo particolare è stato l’aumento esponenziale di prodotti sanitari come mascherine e gel disifentatti per le mani. Quest’ultimo in particolare ci riguarda da vicino, in quanto come conseguenza è aumentata anche la richiesta di contenitori per lo stesso.
Noi di Swisspac per fortuna ci siamo trovati preparati a tale evenienza, essendo già da tempo fornitori di buste con beccuccio, sempre più popolari per il confezionamento di prodotti igienici. Vogliamo quindi mettere a disposizione la nostra esperienza per aiutare il numero crescente di aziende che hanno bisogno di queste confezioni

3 BUONE RAGIONI PER CONFEZIONARE IL GEL DISINFETTANTE PER LE MANI IN BUSTE FLESSIBILI
1 – SONO LA SOLUZIONE PIU’ ECO-FRIENDLY:
le buste flessibili vuote occupano fino al 7 volte meno spazio dei contenitori per gel mani in Pet rigido, che invece hanno lo stesso ingombro sia vuoti che pieni. Questo significa che dove per 1000 buste è sufficiente una scatola, per contenitori classici puo’ essere necessario un container, con relativo impatto ambientale e maggiore costo di trasporto. Anche una volta riempite, le buste per disinfettanti e igienizzanti occupano fino al 30% in meno di spazio, in quanto permettono una migliore ottimizzazione dell’ingombro

2 – VERSATILI E PRATICHE SIA PER IL PRODUTTORE CHE PER IL CLIENTE FINALE: la versatilità delle buste con beccuccio è dimostrata dalla varietà di prodotti per cui vengono utilizzate, dai succhi ai saponi, dal miele al ketchup alle tinture. Non ci ha sorpreso quindi la grande richieste per il confezionamento gel igienizzante mani. Sono infatti un prodotto molto pratico per un prodotto di uso quotidiano, si possono comodamente mettere in tasca o in borsa, e il logo ingombro va diminuendo man mano che il gel viene consumato. Sono disponibili nel nostro stock in un’ampia varietà di colori e misure, e personalizzabili in ogni aspetto in base alle esigenze

3 – SEMPLICITA’ DI RIEMPIMENTO: aspetto importante e da non sottovalutare per il produttore di gel. A cosa serve avere una confezione per disinfettante tanto bella se poi è di difficile riempimento e porta via tempo (sopratutto in un periodo di emergenza come questo)?
Le nostre buste per gel sono semplici da riempire e non necessitano di alcun macchinario. Possiamo infatti fornirle già totalmente sigillate sui 4 lati e con il tappo aperto. Sarà sufficiente versare il gel all’interno anche con un imbuto, e avvitare il tappo finchè non fa lo scatto di sicurezza. Questo ovviamente è fattibile per piccole produzioni.
Per produzioni su ampia scala queste buste sono lavorabili anche in linee semi o totalmente automatizzate, e sono personalizzabili in base alle richieste del cliente.
Se avete qualche ulteriore dubbio, o semplicemente volete provare dei campioni, non esitate a contattarci a info@swisspac.it o direttamente al numero +393467301096.

Le 3 cose di cui tenere conto per confezionare il caffè

Le fasi più importanti nella vita del caffè sono principalmente 3: la raccolta, la tostatura, il confezionamento del caffè. Oggi vogliamo parlarvi di quest’ultima fase, ossia di come confezionare il caffè al meglio, in modo da conservarne tutti gli aromi fino all’utilizzo del cliente finale.

1- La confezione: quali materiali scegliere
Per quanto riguarda i materiali nel confezionamento del caffè l’utilizzo di alluminio è una scelta obbligata. Ad oggi è infatti l’unico materiale in grado di fornire la barriera necessaria a proteggere gli aromi del caffè tostato, sia macinato che in grani. Questo è necessario in quanto se il caffè venisse a contatto con l’ossigeno sarebbe soggetto all’ossidazione, processo che impoverirebbe la miscela, rendendola rancida ed inutilizzabile. Stessa cosa per la luca del sole, che ne riduce sensibilmente la shelf-life.
La scelta di opzioni per confezionare il caffè è abbondante, si va dai classici barattoli alle confezioni flessibili nei più diversi formati. Queste ultime sono sempre più richieste in quanto a parità di conservazione sono più economiche sia come prezzo unitario che in fase di trasporto.

2- Le macchine per l’imbustamento del caffè: a mano o a macchina, orizzontale o verticale
Terminata la tostatura inizia la fase dell’imbustamento, dove sono importanti i tempi e le modalità del riempimento delle confezioni. Questo processo puo’ essere eseguito in vari modi.
Se si lavora su piccole quantità, è possibile farlo anche manualmente, salvo poi sigillare le buste con una termosigillatrice.
Se si confeziona il caffè in quantità più consistenti invece è consigliabile utilizzare un riempitrice semiautomatica, che permetterà di velocizzare i tempi, regolando quantità e tempistiche in automatico.
Le grandi aziende utilizzano invece macchine completamente automatiche, che si occupano di riempimento, regolazione e sigillatura delle confezioni in maniera automatizzata.

3- La degasazione del caffè: l’importanza della valvola
Puo’ sembrare un dettaglio nel processo di confezionamento del caffè, ma è uno di quei dettagli importanti a cui è meglio prestare attenzione. Il caffè tostato infatti quanto esce dalla tostatrice rilascia una notevole quantità di gas, che rischierebbero di gonfiare la confezione in cui viene inserito. La valvola permette pertanto di rilasciare questi gas ed evitare spiacevoli inconvenienti. Dettaglio importante è che questa valvola è unidirezionale, cioè permette ai gas del caffè di uscire, ma non permette ad ossigeno ed umidità di entrare, cosa che come detto sopra rovinerebbe irrimediabilmente il caffè.

Se vuoi avere maggiori informazioni o chiarimenti su come confezionare il caffè non esitare a scriverci a info@swisspac.it, a questo link puoi’ trovare invece le nostre opzioni per il confezionamento del caffè.

Verso un packaging ecosostenibile

La crescente sensibilità verso temi ambientali come il riscaldamento globale e il riciclo rendono i consumatori sempre più attenti all’ecosostenibilità della confezione. E’ questo un tema destinato ad avere sempre maggiore rilievo nell’agenda degli acquirenti, quindi trovare una soluzione è ormai d’obbligo. Oltre ad essere positivo per l’ambiente infatti, puo’ garantire nuove fette di mercato. Esistono già soluzioni come buste biodegradabili , realizzate con speciali additivi, anche se non sono ancora adatte agli alimenti più delicati. E’ auspicabile allora che le plastiche utilizzate siano almeno riciclabili, o i materiali utilizzati provenienti da fonti rinnovabili.

L’idea forse più originale puo’ essere però quella di disegnare il packaging con in mente già il suo riutilizzo, in modo da ridurre i rifiuti e stimolare la cosidetta economia circolare. Anche gli imballaggi flessibili sono in grado di ridurre sensibilmente le emissioni nella filiera di produzione.

Quale che sia la soluzione adottata crediamo sia importante non restare indietro nella corsa all’ecosostenibile, senza dimenticare che andrà a beneficio di tutti, non solo delle vendite.

5 Motivi per i quali le buste con beccuccio sono LA soluzione per il tuo cosmetico o detersivo

Passeggiando tra gli scaffali dei supermercati nel reparto dedicato a saponi e detersivi, avrete sicuramente notato l’abbondare di un nuovo particolare tipo di confezioni, delle particolari buste con un fondo ovale, un beccuccio su un angolo, e una maniglia sul lato opposto.

Ebbene, questa non è solo una moda passeggiera o l’ultima trovata dei responsabili marketing, le buste con beccuccio  rispondono infatti a delle esigenze economiche e pratiche ben precise e a un nuovo, che forse è giunto il momento di prendere in considerazione.

In qualità di produttori ed esperti del settore vogliamo illustrarvi brevemente i vantaggi di questa nuova applicazione degli imballaggi flessibili.

1 –  Mantengono tutti i vantaggi dei barattoli rigidi…

Innanzitutto è utile chiarire che in termini di qualità queste buste non hanno niente da invidiare al packaging classico.
Sono realizzate in resistente triplice accoppiato, in grando di garantire la stessa barriera e resistenza. Il fondo piano ovale fa in modo che la busta resti in piedi sugli scaffali, non perdendo niente in termini di visibilità. Da un punto di vista pratico poi, il beccuccio e la maniglia completano il quadro.

2 – ..Ma sono più convenienti

Ci sono due motivi principali che rendono le buste più economiche dei barattoli: il primo è la minore quantità di materiale necessario per la realizzazione. Il secondo è il minor ingombro in fase di trasporto. Da vuote infatti queste buste occupano ben il 97% di spazio in meno rispetto al packging rigido, che pieno o vuoto ha sempre lo stesso ingombro.

3 – Sono più pratiche per il consumatore finale

Gli stessi vantaggi si applicano anche a chi poi la busta per liquidi la dovrà effettivamente utilizzare, cioè il cliente finale. In particolare il minor ingombro e la flessibilità sono vantaggi anche in casa, e il ridottissimo spazio occupato dall’imballaggio vuoto è comodo anche per lo smaltimento nella plastica.
Il minore costo della busta inoltre si rifletterà su un minor costo finale per l’acquirente.

4 – Sono al passo con i tempi

Il packaging è di primaria importanza per l’immagine di un’azienda, ed è un mondo in continua evoluzione che riflette tendenze più ampie. Le buste con beccuccio offrono una soluzione che risponde alla sempre maggior attenzione verso prodotti eco-friendly, pratici e poco ingombranti,  dal design fresco che rompe con il passato

5 – Sono eco-friendly

L’attenzione verso l’ambiente è un tema sempre più caldo, e il packaging è uno dei principali oggetti di discussione, trovare risposte alle nuove richieste dei consumatori e degli organi governativi è sempre più un imperativo.
Le buste con beccuccio utilizzano circa il 70% di plastica in meno rispetto a un contenitore rigido di eguale capacità, ed occupano il 97% di spazio in meno in fase di trasporto e di smaltimento. C’è ancora molta strada da fare in questo senso, ma sicuramente è un buon inizio.

Pur essendo già tra i leader riconosciuti nel mercato degli imballaggi flessibili, Swisspac non si adagia certo sugli allori, e la ricerca per il miglioramento della qualità de propri prodotti e della capacità produttiva non si ferma mai.

In quest’ottica avviene l’acquisto di quella che è ritenuta la migliore macchina automatica al mondo per la trasformazione e sigillatura delle buste con beccuccio.

La risposta ad un mercato in fermento

Questo particolare tipo di packaging si sta diffondendo rapidamente sugli scaffali dei supermercati di tutto il mondo, il che non sorprende visto il notevole vantaggio pratico ed economico offerto rispetto alle tradizionali bottiglie in plastica. Queste confezioni sono estremamente versatili, essendo adatte sia a prodotti alimentari come succhi o miele, sia a prodotti cosmetici, come refill per shampoo e creme, sia a prodotti granulari come sale o zucchero.

Tecnologia all’avanguardia

Tenendo a mente le esigenze dei nostri clienti abbiamo quindi puntato al meglio della tecnologia disponibile in questo momento, la macchina Totani St-30, realizzata in Giappone.

Di seguito alcune caratteristiche tecniche per farvi meglio apprezzare ciò di cui stiamo parlando:

    • Velocità massima di 150 beccucci/minuto, cioè 200.000 buste al giorno
    • Funzione di pre-riscaldamento del beccuccio per stabilizzare e migliorare la sigillatura
    • Dimensioni minime della busta 80x140mm, dimensioni massime 300x380mm
    • Angolo di inserimento del beccuccio da 20 a 90 gradi
    • Controllo laser del posizionamento del beccuccio, per posizionamento accurato del beccuccio
    • Rilevazione difetti al laser su ogni singola busta con image-processing
    • Tempi di set-up ridotti
    • Controllo energetico per minori consumi e costi di produzione

 

Per maggiori informazioni sulle nostre buste con beccuccio o per ricevere dei campioni non esitare a scriverci a info@119.18.63.233


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